Linfedema
Il compito del sistema linfatico è quello di drenare i liquidi in eccesso e le sostanze di scarto dai tessuti. Questo avviene grazie ai vasi linfatici, tra i quali sono inseriti i linfonodi, che fungono da filtro e da punto di cattura delle tossine. Nei linfonodi avvengono anche numerosi processi legati al sistema immunitario.
Il malfunzionamento del sistema linfatico provoca l’accumulo di liquidi e proteine nei tessuti. Ciò porta allo sviluppo di edema e, in caso di problemi prolungati, può anche causare infiammazioni.
Il linfedema può comparire in qualsiasi area vicina ai vasi e ai linfonodi, ma i più comuni sono il linfedema degli arti superiori e il linfedema degli arti inferiori. La causa più frequente del gonfiore al braccio è l’intervento chirurgico per carcinoma mammario, durante il quale i linfonodi possono essere danneggiati o rimossi. Fino al 42% delle donne operata al seno può sviluppare linfedema.
Cause del linfedema
Le cause del linfedema possono essere congenite (primarie) o acquisite nel corso della vita (secondarie).
Il linfedema primario è raro e deriva da un difetto congenito del funzionamento del sistema linfatico o da altre anomalie dello sviluppo. I primi segni di linfedema possono comparire già dalla nascita oppure manifestarsi più tardi, nell’età adulta.
Il linfedema secondario è causato da un’ostruzione nei vasi o nei linfonodi linfatici. Le cause più comuni sono:
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Tumori – un tumore in crescita vicino ai linfonodi o ai vasi linfatici può bloccare il flusso della linfa.
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Radioterapia oncologica – la terapia con radiazioni provoca cicatrici e infiammazione dei linfonodi o dei vasi linfatici.
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Interventi chirurgici oncologici – la rimozione chirurgica di un tumore spesso comporta anche la rimozione dei linfonodi vicini.
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Traumi – un grave infortunio può colpire anche il sistema linfatico.
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Malattie infettive e infiammatorie – causano un forte sovraccarico del sistema linfatico (reazioni dopo punture d’insetto, infezioni parassitarie o micotiche).
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Obesità – un maggiore volume di grasso sottocutaneo comprime i vasi linfatici.
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Malattie del cuore, dei vasi sanguigni o dei reni – queste condizioni regolano la distribuzione dei liquidi nell’organismo; se compromesse, peggiorano anche la funzione del sistema linfatico.
Diagnosi del linfedema
La diagnosi del linfedema si basa su moderne tecniche di imaging, come la risonanza magnetica (MRI), la tomografia computerizzata (CT) o l’ecografia. Per una valutazione precisa della funzionalità del sistema linfatico si utilizza la linfoscintigrafia, durante la quale viene iniettato un mezzo di contrasto e successivamente viene monitorato il percorso e la velocità del flusso linfatico, evidenziando eventuali ostruzioni.
Linfedema e trattamento
Il trattamento del linfedema si basa sulla terapia decongestiva complessa (TDC), che comprende le seguenti metodiche:
Drenaggio linfatico manuale e strumentale
Si effettua un massaggio a pressione molto leggera. L’obiettivo è convogliare il liquido dalle zone edematose verso i linfonodi sani più vicini.
Terapia compressiva
Si utilizzano bendaggi e dispositivi compressivi. I bendaggi devono essere a corto stretch e applicati sulle aree interessate durante il giorno e la notte. È consigliato indossare calze elastiche compressive o manicotti, che possono essere realizzati su misura.
Esercizi respiratori e motori
Un insieme di esercizi mirati a braccia e gambe è talvolta definito ginnastica anti-edema. Gli esercizi vengono eseguiti con la compressione applicata e alternati a tecniche di respirazione.
Altri accorgimenti
Comprendono una corretta igiene, asciugatura delle pieghe cutanee e degli spazi tra le dita, e un’adeguata idratazione della pelle per prevenire infezioni. È importante anche la cura dei dispositivi compressivi.